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" La lunga lingua di rena bianca adagiata indolente sul cristallo del mare c’accoglie,allegri e festanti, fra le proteste di vocianti gabbiani e l’indifferenza di aironi superbi. Subito silenti. E stupiti da tanta bellezza Sento la tua mano lieve,e forte, la mia imperiosa afferrare e trascinarmi in una folle corsa dove l’acque non sono profonde a sollevar freschissimi spruzzi. Ansanti,felici e bagnati, senza mai lasciare la stretta, sull’ondeggiate riva c’allunghiamo a c’offriamo ai raggi del caldo sole. Da sole s’intreccian le dita mentre una lacrima felice si confonde con l’acqua salata. Eva."
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"Cuore! Tu ed io,stanotte, lo dimenticheremo! Ti scorderai il calore che ti dette, io scorderò la luce! E avvertimi , ti prego, Quando sarà finito così potrò di nuovo cominciare! Fa presto! Perchè fino a quando indugi io lo ricordo ancora!
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"Baciami ancora, ribaciami e bacia: dammene uno dei più saporosi, dammene uno dei più amorosi, te ne renderò quattro più ardenti che brace. Ahimè, ti lamenti? Ma è un male che allevio, donandotene altri dieci di quelli dolcissimi. Così, intrecciando i tenerissimi baci, l'un dell’altro l'altro in pien’ agio godiamo. Allora per entrambi seguirà raddoppiata la vita. Ed ognuno nell'altro più che in se stesso vivrà. Permettimi, Amore, qualche follia pensare: quando rinchiudermi in me stessa è il male nessuna gioia donare mi è concessa, se fuor di me non mi posso liberare." (Louise Labe)
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di liù (Tina) (11/10/2008 - 00:26)

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" In grembo alla notte nevosa, d'argento,
 immensa si stende dormendo, ogni cosa.
 Solo una eterna sofferenza è desta
 dentro l'anima mia.
 E mi domandi perché mai si tace
 l'anima mia, senza versarsi in grembo
 alla notte che sogna?
 Colma di me, traboccherebbe tutta
 a spegnere le stelle.

 ______________________________


 Sai? Voglio sciogliermi piano
 (che nessuno se ne accorga) dal vano
 convegno ciarliero,
 non appena sul nero
 cielo, là fuori,
 avverta sbocciar come fiori,
 d'in cima alle querce più snelle,
 le pallide stelle.

 Trasceglierò sentieri,
 che solo rari e leggieri
 passi sfiorarono:
 su pallidi prati
 notturni, bagnati
 d'incanto...
 E poi?... questo sogno soltanto:
 che tu sei con me.

 ______________________________

 Come potrei trattenerla in me,
 la mia anima, che la tua non sfiori;
 come levarla, oltre te, ad altre cose?
 Ah, potessi nasconderla in un angolo
 perduto nella tenebra, un estraneo
 rifugio silenzioso che non seguiti
 a vibrare se vibri il tuo profondo.
 Ma tutto quello che ci tocca, te
 e me, insieme ci prende come un arco
 che da due corde un suono solo rende.
 Su qual strumento siamo tesi, e quale
 violinista ci tiene nella mano?
______________________________

 Non posso ricordare. Ma quei momenti
 puri dureranno in me
 come in fondo a un vaso troppo pieno.
 Non penso a te, ma sono per amore tuo
 e questo mi dà forza.
 Non ti invento nei luoghi
 che adesso senza te non hanno senso.
 Il tuo non esserci
 è già caldo di te, ed è più vero,
 più del tuo mancarmi. La nostalgia
 spesso non distingue. Perché
 cercare allora se il tuo influsso
 già sento su di me lieve
 come un raggio di luna alla finestra.
 _____________________________

 Con te che intimità!
 Fiochi orologi battono le ore ,
 son come l’eco di giorni lontani.
 Vienimi accanto e parlami d’amore
 ma piano , sottovoce.

 Si è aperta , non so dove,
 altrove una porta tra i fiori.
 La sera dai vetri ci ascolta .
 Restiamo in silenzio : là fuori
 Nessuno sa di noi.

Rainer M. Rilke
______________________________

Se devi amarmi, per null'altro sia
 se non che per amore; Mai non dire:
 "L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
 la gentilezza del parlare, il modo
 di pensare così conforme al mio,
 che mi rese sereno un giorno". Queste
 son tutte cose che posson mutare,
 Amato, in sé o per te, un amore
 così sorto potrebbe poi morire.
 E non amarmi per pietà di lacrime
 che bagnino il mio volto. Può scordare
 il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
 e perderti. Soltanto per amore
 amami - e per sempre, per l'eternità.

 Elizabeth Barrett Browning
______________________________

Tu ricordami quando sarò andata
 lontano, nella terra del silenzio,
 né più per mano mi potrai tenere,
 né io potrò il saluto ricambiare.

 Ricordami anche quando non potrai
 giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
 ricorda e basta, perché a me, lo sai,
 non giungerà parola né preghiera.

 Pure se un po' dovessi tu scordarmi
 e dopo ricordare, non dolerti:
 perché se tenebra e rovina lasciano

 tracce dei miei pensieri del passato,
 meglio per te sorridere e scordare
 che dal ricordo essere tormentato.

 Christina Rossetti
______________________________

Parlammo tutta la notte
 di cose
 fu mica brutto
 anzi, direi
 fu bello

 in quanto buio
 non ti vedevo
 in quanto buio
 non mi vedevi

 dicemmo un po’ di tutto
 fu bello
 al buio
 solo le voci e nulla più

 parlammo
 ed io sentivo la tua voce
 non ti vedevo
 ma ti sentivo
 la tua voce
 dicevi cose
 alcune belle
 al buio

 fu bello al buio
 parlarci
 dirci le cose
 senza vederci
 tutta la notte
 dirci

 chissà che avresti fatto
 che avresti detto
 colta da un bacio
 così di colpo
 senza preavviso
 un bacio al buio
 nel buio bello un bacio

 così
 volato via dalle mie labbra
 cieco nel buio
 e sulle tue, di labbra
 come un miracolo
 arrivato

 e guarda
 baciarsi al buio è bello
 non devi mica chiudere
 i tuoi occhi .

 Guido Catalano
______________________________

Unisci la rossa tua bocca alla mia,
 o Estrella gitana!
 Sotto l'ora solare del mezzogiorno
 morderò la Mela.

 Fra i verdi ulivi della collina
 c'è una torre moresca,
 colore della tua carne agreste
 che sa di miele e d'aurora.

 Mi offri nel tuo corpo ardente
 il divino nutrimento
 che dà fiori al ruscello quieto
 e stelle al vento.

 Come ti donasti a me, luce bruna?
 perché mi desti pieni
 d'amore il sesso di giglio
 e la sonorità dei tuoi seni?

 Fu per la mia tristezza?
 (Oh, miei goffi passi!)
 Forse destò pietà in te
 la mia vita spenta di canti?

 Perché non hai preferito ai miei lamenti
 le cosce sudate
 di un San Cristoforo contadino
 pesanti in amore e belle?

 Danaide del piacere sei con me.
 Femminile Silvano.
 I tuoi baci odorano come il grano
 secco dall'estate.

 Oscurami la vista col tuo canto.
 Sciogli la tua chioma
 dispiegata e solenne come un manto
 d'ombra sopra i prati.

 Dipingi con la bocca insanguinata
 un cielo d'amore,
 su un fondo di carne,
 la stella violetta del dolore.

 Prigioniero è il mio cavallo Andaluso
 dei tuoi occhi aperti,
 e volerà desolato e assorto
 quando li vedrà morti.

 Se tu non m'amassi t'amerei
 per il tuo sguardo cupo
 come l'allodola ama il giorno nuovo
 per la rugiada.

 Unisci la rossa tua bocca alla mia,
 o Estrella gitana!
 Lasciami sotto il giorno
chiaro consumare la mela.

 Federico Garcia Lorca
______________________________

E io me la portai al fiume
 credendo che fosse ragazza,
 invece aveva marito.
 Fu la notte di S. Giacomo
 e quasi per compromesso
 Si spensero i lampioni
 E si accesero i grilli.
 Dopo l’ultima curva
 toccai i suoi seni addormentati,
 e mi si aprirono subito
 come rami di giacinti.
 L’amido della sua sottana
 mi suonava nell’orecchio,
 come una pezza di seta
 lacerata da dieci coltelli.
 Senza luce d’argento sulle loro cime
 sono cresciuti gli alberi,
 e un orizzonte di cani
 latra molto lontano dal fiume.
 Passati i rovi,
 i giunchi e gli spini,
 sotto la chioma dei suoi capelli
 feci una buca nella sabbia.
 Io mi levai la cravatta.
 Lei si levò il vestito.
 Io il cinturone con la pistola.
 Lei i suoi quattro corpetti.
 Né tuberose né chiocciole
 hanno la pelle tanto sottile,
 né cristalli sotto la luna
 risplendono con questa luce.
 Le sue cosce mi sfuggivano
 come pesci sorpresi,
 metà piene di fuoco,
 metà piene di freddo.
 Quella notte percorsi
 il migliore dei cammini,
 sopra una puledra di madreperla
 senza briglie e senza staffe.
 Non voglio dire, da uomo,
 le cose che lei mi disse.
 La luce della ragione
 mi fa essere molto discreto.
 Sporca di baci e sabbia,
 io la portai via dal fiume.
 Con l'aria si battevano
 le spade dei gigli.
 Mi comportai da quello che sono.
 Come un gitano autentico.
 Le regalai un tavolino da lavoro
 grande di raso paglierino,
 e non volli innamorarmi
 perchè avendo marito
 mi disse che era ragazza
 quando la portavo al fiume

 Federico Garcia Lorca
______________________________

 Mi fermerò,
 senza dubbio stupito,
 se mai ci ritroveremo
 in una vita futura,
 nel cammino e alla luce
 d’un altro mondo
 lontano.

 Capirò che i tuoi occhi,
 simili alle stelle dell’alba,
 sono appartenuti
 a questo cielo notturno,
 e dimenticato,
 d’una vita passata
.
 Sì, comprenderò
 che la magia del tuo viso
 è pronta ancora
 al balenare appassionato
 del mio sguardo in un
 incontro immemorabile,
 e che al mio amore tu devi un mistero
 di cui non conosci più l’origine.

 Tagore
______________________________

 Sei solo un’immagine,
 e non vera
 come quelle stelle
 e questa polvere
 che fremono
 d’un brivido vitale?
 Mentre tu sei
 immensamente lontana,
 nella tua calma,
 forma dipinta.
 Un tempo camminavi
 con me, caldo era
 il tuo respiro,
 il tuo corpo
 cantava la vita.
 Il mio mondo parlava
 con la tua voce
 e mi toccò il cuore
 con il tuo viso.
 Ti sei fermata all’improvviso nel
 tuo cammino,
 all’ombra dell’Eterno,
 io ho continuato solo.
 La vita ride come
 un bimbo,
 scuotendo nella corsa
 il suo sonaglio di morte
 mi chiama, e io seguo l’invisibile;
 ma tu sei là,
 dove ti sei fermata,
 dietro quella polvere
 e quelle stelle,
 e sei solo un’immagine.
 No, non può essere.
 Se il movimento
 della vita
 si fosse concluso
 per sempre con te,
 fermerebbe il fiume
 nella sua corrente,
 e il procedere del giorno
 nel suo ritmo di colori.
 Se il luminoso tramonto
 dei tuoi capelli
 fosse sparito nel buio
 della disperazione,
 l’ombra estiva della
 foresta morirebbe con
 i suoi sogni.
 Può essere vero che
 t’ho dimenticato?
 Disattenti proseguiamo,
 dimenticando
 fiori della siepe che
 fiancheggia la strada.
 Tuttavia essi profumano,
 incoscienti della nostra dimenticanza,
 riempendola di musica.
 Tu sei partita da
 questo mio mondo
 per prenderti lo spazio
 alle radici della mia
 vita, perciò quest’oblio
 è una memoria sparita
 nella sua profondità.
 Non sei più davanti
 ai miei canti
 ma una cosa sola
 con essi.
 Sei venuta con la prima luce dell’alba,
 t’ho preso con l’ultimo
 raggio di sole
 del tramonto.
 Da allora sempre
 ti trovo
 attraversando il buio.
 No, tu non sei solo un’immagine!

 Tagore

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