di liù (Tina) (11/10/2008 - 00:26)

" In grembo alla notte nevosa, d'argento,
immensa si stende dormendo, ogni cosa.
Solo una eterna sofferenza è desta
dentro l'anima mia.
E mi domandi perché mai si tace
l'anima mia, senza versarsi in grembo
alla notte che sogna?
Colma di me, traboccherebbe tutta
a spegnere le stelle.
______________________________
Sai? Voglio sciogliermi piano
(che nessuno se ne accorga) dal vano
convegno ciarliero,
non appena sul nero
cielo, là fuori,
avverta sbocciar come fiori,
d'in cima alle querce più snelle,
le pallide stelle.
Trasceglierò sentieri,
che solo rari e leggieri
passi sfiorarono:
su pallidi prati
notturni, bagnati
d'incanto...
E poi?... questo sogno soltanto:
che tu sei con me.
______________________________
Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altre cose?
Ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene nella mano?
______________________________
Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me
come in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.
_____________________________
Con te che intimità!
Fiochi orologi battono le ore ,
son come l’eco di giorni lontani.
Vienimi accanto e parlami d’amore
ma piano , sottovoce.
Si è aperta , non so dove,
altrove una porta tra i fiori.
La sera dai vetri ci ascolta .
Restiamo in silenzio : là fuori
Nessuno sa di noi.
Rainer M. Rilke
______________________________
Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore; Mai non dire:
"L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare, il modo
di pensare così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno". Queste
son tutte cose che posson mutare,
Amato, in sé o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti. Soltanto per amore
amami - e per sempre, per l'eternità.
Elizabeth Barrett Browning
______________________________
Tu ricordami quando sarò andata
lontano, nella terra del silenzio,
né più per mano mi potrai tenere,
né io potrò il saluto ricambiare.
Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.
Pure se un po' dovessi tu scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano
tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.
Christina Rossetti
______________________________
Parlammo tutta la notte
di cose
fu mica brutto
anzi, direi
fu bello
in quanto buio
non ti vedevo
in quanto buio
non mi vedevi
dicemmo un po’ di tutto
fu bello
al buio
solo le voci e nulla più
parlammo
ed io sentivo la tua voce
non ti vedevo
ma ti sentivo
la tua voce
dicevi cose
alcune belle
al buio
fu bello al buio
parlarci
dirci le cose
senza vederci
tutta la notte
dirci
chissà che avresti fatto
che avresti detto
colta da un bacio
così di colpo
senza preavviso
un bacio al buio
nel buio bello un bacio
così
volato via dalle mie labbra
cieco nel buio
e sulle tue, di labbra
come un miracolo
arrivato
e guarda
baciarsi al buio è bello
non devi mica chiudere
i tuoi occhi .
Guido Catalano
______________________________
Unisci la rossa tua bocca alla mia,
o Estrella gitana!
Sotto l'ora solare del mezzogiorno
morderò la Mela.
Fra i verdi ulivi della collina
c'è una torre moresca,
colore della tua carne agreste
che sa di miele e d'aurora.
Mi offri nel tuo corpo ardente
il divino nutrimento
che dà fiori al ruscello quieto
e stelle al vento.
Come ti donasti a me, luce bruna?
perché mi desti pieni
d'amore il sesso di giglio
e la sonorità dei tuoi seni?
Fu per la mia tristezza?
(Oh, miei goffi passi!)
Forse destò pietà in te
la mia vita spenta di canti?
Perché non hai preferito ai miei lamenti
le cosce sudate
di un San Cristoforo contadino
pesanti in amore e belle?
Danaide del piacere sei con me.
Femminile Silvano.
I tuoi baci odorano come il grano
secco dall'estate.
Oscurami la vista col tuo canto.
Sciogli la tua chioma
dispiegata e solenne come un manto
d'ombra sopra i prati.
Dipingi con la bocca insanguinata
un cielo d'amore,
su un fondo di carne,
la stella violetta del dolore.
Prigioniero è il mio cavallo Andaluso
dei tuoi occhi aperti,
e volerà desolato e assorto
quando li vedrà morti.
Se tu non m'amassi t'amerei
per il tuo sguardo cupo
come l'allodola ama il giorno nuovo
per la rugiada.
Unisci la rossa tua bocca alla mia,
o Estrella gitana!
Lasciami sotto il giorno
chiaro consumare la mela.
Federico Garcia Lorca
______________________________
E io me la portai al fiume
credendo che fosse ragazza,
invece aveva marito.
Fu la notte di S. Giacomo
e quasi per compromesso
Si spensero i lampioni
E si accesero i grilli.
Dopo l’ultima curva
toccai i suoi seni addormentati,
e mi si aprirono subito
come rami di giacinti.
L’amido della sua sottana
mi suonava nell’orecchio,
come una pezza di seta
lacerata da dieci coltelli.
Senza luce d’argento sulle loro cime
sono cresciuti gli alberi,
e un orizzonte di cani
latra molto lontano dal fiume.
Passati i rovi,
i giunchi e gli spini,
sotto la chioma dei suoi capelli
feci una buca nella sabbia.
Io mi levai la cravatta.
Lei si levò il vestito.
Io il cinturone con la pistola.
Lei i suoi quattro corpetti.
Né tuberose né chiocciole
hanno la pelle tanto sottile,
né cristalli sotto la luna
risplendono con questa luce.
Le sue cosce mi sfuggivano
come pesci sorpresi,
metà piene di fuoco,
metà piene di freddo.
Quella notte percorsi
il migliore dei cammini,
sopra una puledra di madreperla
senza briglie e senza staffe.
Non voglio dire, da uomo,
le cose che lei mi disse.
La luce della ragione
mi fa essere molto discreto.
Sporca di baci e sabbia,
io la portai via dal fiume.
Con l'aria si battevano
le spade dei gigli.
Mi comportai da quello che sono.
Come un gitano autentico.
Le regalai un tavolino da lavoro
grande di raso paglierino,
e non volli innamorarmi
perchè avendo marito
mi disse che era ragazza
quando la portavo al fiume
Federico Garcia Lorca
______________________________
Mi fermerò,
senza dubbio stupito,
se mai ci ritroveremo
in una vita futura,
nel cammino e alla luce
d’un altro mondo
lontano.
Capirò che i tuoi occhi,
simili alle stelle dell’alba,
sono appartenuti
a questo cielo notturno,
e dimenticato,
d’una vita passata
.
Sì, comprenderò
che la magia del tuo viso
è pronta ancora
al balenare appassionato
del mio sguardo in un
incontro immemorabile,
e che al mio amore tu devi un mistero
di cui non conosci più l’origine.
Tagore
______________________________
Sei solo un’immagine,
e non vera
come quelle stelle
e questa polvere
che fremono
d’un brivido vitale?
Mentre tu sei
immensamente lontana,
nella tua calma,
forma dipinta.
Un tempo camminavi
con me, caldo era
il tuo respiro,
il tuo corpo
cantava la vita.
Il mio mondo parlava
con la tua voce
e mi toccò il cuore
con il tuo viso.
Ti sei fermata all’improvviso nel
tuo cammino,
all’ombra dell’Eterno,
io ho continuato solo.
La vita ride come
un bimbo,
scuotendo nella corsa
il suo sonaglio di morte
mi chiama, e io seguo l’invisibile;
ma tu sei là,
dove ti sei fermata,
dietro quella polvere
e quelle stelle,
e sei solo un’immagine.
No, non può essere.
Se il movimento
della vita
si fosse concluso
per sempre con te,
fermerebbe il fiume
nella sua corrente,
e il procedere del giorno
nel suo ritmo di colori.
Se il luminoso tramonto
dei tuoi capelli
fosse sparito nel buio
della disperazione,
l’ombra estiva della
foresta morirebbe con
i suoi sogni.
Può essere vero che
t’ho dimenticato?
Disattenti proseguiamo,
dimenticando
fiori della siepe che
fiancheggia la strada.
Tuttavia essi profumano,
incoscienti della nostra dimenticanza,
riempendola di musica.
Tu sei partita da
questo mio mondo
per prenderti lo spazio
alle radici della mia
vita, perciò quest’oblio
è una memoria sparita
nella sua profondità.
Non sei più davanti
ai miei canti
ma una cosa sola
con essi.
Sei venuta con la prima luce dell’alba,
t’ho preso con l’ultimo
raggio di sole
del tramonto.
Da allora sempre
ti trovo
attraversando il buio.
No, tu non sei solo un’immagine!
Tagore
immensa si stende dormendo, ogni cosa.
Solo una eterna sofferenza è desta
dentro l'anima mia.
E mi domandi perché mai si tace
l'anima mia, senza versarsi in grembo
alla notte che sogna?
Colma di me, traboccherebbe tutta
a spegnere le stelle.
______________________________
Sai? Voglio sciogliermi piano
(che nessuno se ne accorga) dal vano
convegno ciarliero,
non appena sul nero
cielo, là fuori,
avverta sbocciar come fiori,
d'in cima alle querce più snelle,
le pallide stelle.
Trasceglierò sentieri,
che solo rari e leggieri
passi sfiorarono:
su pallidi prati
notturni, bagnati
d'incanto...
E poi?... questo sogno soltanto:
che tu sei con me.
______________________________
Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori;
come levarla, oltre te, ad altre cose?
Ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene nella mano?
______________________________
Non posso ricordare. Ma quei momenti
puri dureranno in me
come in fondo a un vaso troppo pieno.
Non penso a te, ma sono per amore tuo
e questo mi dà forza.
Non ti invento nei luoghi
che adesso senza te non hanno senso.
Il tuo non esserci
è già caldo di te, ed è più vero,
più del tuo mancarmi. La nostalgia
spesso non distingue. Perché
cercare allora se il tuo influsso
già sento su di me lieve
come un raggio di luna alla finestra.
_____________________________
Con te che intimità!
Fiochi orologi battono le ore ,
son come l’eco di giorni lontani.
Vienimi accanto e parlami d’amore
ma piano , sottovoce.
Si è aperta , non so dove,
altrove una porta tra i fiori.
La sera dai vetri ci ascolta .
Restiamo in silenzio : là fuori
Nessuno sa di noi.
Rainer M. Rilke
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Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore; Mai non dire:
"L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare, il modo
di pensare così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno". Queste
son tutte cose che posson mutare,
Amato, in sé o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti. Soltanto per amore
amami - e per sempre, per l'eternità.
Elizabeth Barrett Browning
______________________________
Tu ricordami quando sarò andata
lontano, nella terra del silenzio,
né più per mano mi potrai tenere,
né io potrò il saluto ricambiare.
Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.
Pure se un po' dovessi tu scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano
tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.
Christina Rossetti
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Parlammo tutta la notte
di cose
fu mica brutto
anzi, direi
fu bello
in quanto buio
non ti vedevo
in quanto buio
non mi vedevi
dicemmo un po’ di tutto
fu bello
al buio
solo le voci e nulla più
parlammo
ed io sentivo la tua voce
non ti vedevo
ma ti sentivo
la tua voce
dicevi cose
alcune belle
al buio
fu bello al buio
parlarci
dirci le cose
senza vederci
tutta la notte
dirci
chissà che avresti fatto
che avresti detto
colta da un bacio
così di colpo
senza preavviso
un bacio al buio
nel buio bello un bacio
così
volato via dalle mie labbra
cieco nel buio
e sulle tue, di labbra
come un miracolo
arrivato
e guarda
baciarsi al buio è bello
non devi mica chiudere
i tuoi occhi .
Guido Catalano
______________________________
Unisci la rossa tua bocca alla mia,
o Estrella gitana!
Sotto l'ora solare del mezzogiorno
morderò la Mela.
Fra i verdi ulivi della collina
c'è una torre moresca,
colore della tua carne agreste
che sa di miele e d'aurora.
Mi offri nel tuo corpo ardente
il divino nutrimento
che dà fiori al ruscello quieto
e stelle al vento.
Come ti donasti a me, luce bruna?
perché mi desti pieni
d'amore il sesso di giglio
e la sonorità dei tuoi seni?
Fu per la mia tristezza?
(Oh, miei goffi passi!)
Forse destò pietà in te
la mia vita spenta di canti?
Perché non hai preferito ai miei lamenti
le cosce sudate
di un San Cristoforo contadino
pesanti in amore e belle?
Danaide del piacere sei con me.
Femminile Silvano.
I tuoi baci odorano come il grano
secco dall'estate.
Oscurami la vista col tuo canto.
Sciogli la tua chioma
dispiegata e solenne come un manto
d'ombra sopra i prati.
Dipingi con la bocca insanguinata
un cielo d'amore,
su un fondo di carne,
la stella violetta del dolore.
Prigioniero è il mio cavallo Andaluso
dei tuoi occhi aperti,
e volerà desolato e assorto
quando li vedrà morti.
Se tu non m'amassi t'amerei
per il tuo sguardo cupo
come l'allodola ama il giorno nuovo
per la rugiada.
Unisci la rossa tua bocca alla mia,
o Estrella gitana!
Lasciami sotto il giorno
chiaro consumare la mela.
Federico Garcia Lorca
______________________________
E io me la portai al fiume
credendo che fosse ragazza,
invece aveva marito.
Fu la notte di S. Giacomo
e quasi per compromesso
Si spensero i lampioni
E si accesero i grilli.
Dopo l’ultima curva
toccai i suoi seni addormentati,
e mi si aprirono subito
come rami di giacinti.
L’amido della sua sottana
mi suonava nell’orecchio,
come una pezza di seta
lacerata da dieci coltelli.
Senza luce d’argento sulle loro cime
sono cresciuti gli alberi,
e un orizzonte di cani
latra molto lontano dal fiume.
Passati i rovi,
i giunchi e gli spini,
sotto la chioma dei suoi capelli
feci una buca nella sabbia.
Io mi levai la cravatta.
Lei si levò il vestito.
Io il cinturone con la pistola.
Lei i suoi quattro corpetti.
Né tuberose né chiocciole
hanno la pelle tanto sottile,
né cristalli sotto la luna
risplendono con questa luce.
Le sue cosce mi sfuggivano
come pesci sorpresi,
metà piene di fuoco,
metà piene di freddo.
Quella notte percorsi
il migliore dei cammini,
sopra una puledra di madreperla
senza briglie e senza staffe.
Non voglio dire, da uomo,
le cose che lei mi disse.
La luce della ragione
mi fa essere molto discreto.
Sporca di baci e sabbia,
io la portai via dal fiume.
Con l'aria si battevano
le spade dei gigli.
Mi comportai da quello che sono.
Come un gitano autentico.
Le regalai un tavolino da lavoro
grande di raso paglierino,
e non volli innamorarmi
perchè avendo marito
mi disse che era ragazza
quando la portavo al fiume
Federico Garcia Lorca
______________________________
Mi fermerò,
senza dubbio stupito,
se mai ci ritroveremo
in una vita futura,
nel cammino e alla luce
d’un altro mondo
lontano.
Capirò che i tuoi occhi,
simili alle stelle dell’alba,
sono appartenuti
a questo cielo notturno,
e dimenticato,
d’una vita passata
.
Sì, comprenderò
che la magia del tuo viso
è pronta ancora
al balenare appassionato
del mio sguardo in un
incontro immemorabile,
e che al mio amore tu devi un mistero
di cui non conosci più l’origine.
Tagore
______________________________
Sei solo un’immagine,
e non vera
come quelle stelle
e questa polvere
che fremono
d’un brivido vitale?
Mentre tu sei
immensamente lontana,
nella tua calma,
forma dipinta.
Un tempo camminavi
con me, caldo era
il tuo respiro,
il tuo corpo
cantava la vita.
Il mio mondo parlava
con la tua voce
e mi toccò il cuore
con il tuo viso.
Ti sei fermata all’improvviso nel
tuo cammino,
all’ombra dell’Eterno,
io ho continuato solo.
La vita ride come
un bimbo,
scuotendo nella corsa
il suo sonaglio di morte
mi chiama, e io seguo l’invisibile;
ma tu sei là,
dove ti sei fermata,
dietro quella polvere
e quelle stelle,
e sei solo un’immagine.
No, non può essere.
Se il movimento
della vita
si fosse concluso
per sempre con te,
fermerebbe il fiume
nella sua corrente,
e il procedere del giorno
nel suo ritmo di colori.
Se il luminoso tramonto
dei tuoi capelli
fosse sparito nel buio
della disperazione,
l’ombra estiva della
foresta morirebbe con
i suoi sogni.
Può essere vero che
t’ho dimenticato?
Disattenti proseguiamo,
dimenticando
fiori della siepe che
fiancheggia la strada.
Tuttavia essi profumano,
incoscienti della nostra dimenticanza,
riempendola di musica.
Tu sei partita da
questo mio mondo
per prenderti lo spazio
alle radici della mia
vita, perciò quest’oblio
è una memoria sparita
nella sua profondità.
Non sei più davanti
ai miei canti
ma una cosa sola
con essi.
Sei venuta con la prima luce dell’alba,
t’ho preso con l’ultimo
raggio di sole
del tramonto.
Da allora sempre
ti trovo
attraversando il buio.
No, tu non sei solo un’immagine!
Tagore

















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